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Centro Studi: Occupazione, segnali positivi della domanda delle imprese

L’analisi dei dati Istat pubblicati stamane indica ad aprile 2021 il proseguimento della crescita dell’occupazione già registrata nei due mesi precedenti: da gennaio si registra un incremento complessivo di 123 mila occupati, trainato dall’aumento di 183 mila dipendenti a termine.

Nonostante il recupero in corso, gli effetti della pandemia sono ancora profondi: rispetto a febbraio 2020, mese precedente allo scoppio della epidemia da Covid-19, gli occupati sono 814 mila in meno (-3,5%) e il tasso di occupazione è più basso di 1,8 punti percentuali. Maggiori criticità per il lavoro indipendente che è risultato il segmento colpito con maggiore intensità, registrando nell’arco dei quattordici mesi in esame una perdita di 347 mila unità, pari al 6,6% in meno, a fronte del -3,5% dei dipendenti a termine (102 mila unità in meno) e al -2,4% dei dipendenti permanenti (365 mila unità in meno).

Emergono segnali di reattività da parte delle piccole imprese: L’analisi dei dati Unioncamere-Anpal evidenzia  che a maggio 2021 le entrate previste dalle imprese sono 389.610, in aumento di 83.960 unità rispetto ad aprile 2021, un incremento pressoché interamente (99,8%) dovuto alle 83.780 assunzioni previste nelle micro e piccole imprese.

Secondo l’analisi delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Banca d’Italia, nel settore delle costruzioni, dove l’88% degli addetti lavora in micro e piccole imprese, le attivazioni nette dei primi quattro mesi del 2021 sono 61 mila, superiori del 50% alle 41 mila dello stesso periodo del 2019, anno pre Covid-19.

Un ulteriore segnale positivo per il mercato del lavoro proviene dall’Economic Outlook dell’Ocse pubblicato ieri: le nuove offerte di lavoro online a maggio 2021 registrano in Italia un aumento del 15,4% da inizio febbraio 2020, un ritmo decisamente superiore al +3,1% della Germania e alla stazionarietà (-0,1%) rilevata in Francia.

La fase di ripresa appare caratterizzata da modifiche qualitative della domanda di lavoro, determinate dalla intensificazione della transizione green e dalla digitalizzazione dei processi produttivi, fenomeni accelerati dalla pandemia e dalle prospettive di investimento legate agli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che destina il 27% delle risorse al digitale e il 41% al green. E’ in tale contesto che si osserva un aumento della difficoltà di reperimento delle entrate previste dalle imprese che a maggio 2021 è pari al 30,9% delle entrate previste, quasi tre punti in più del 28% rilevato a maggio del 2019, anno precedente allo scoppio della pandemia.

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