
Necessari tempi certi su durata e fine del blocco degli spostamenti tra comuni, perché le imprese ormai sono allo stremo e la situazione è diventata pesantissima: questa la denuncia di Confartigianato Benessere, uno dei comparti tra i più colpiti dal provvedimento di chiusura dei confini comunali in zona arancione.
“Lo stop è ormai in vigore da tempo – dice Sonia Brunella, Presidente Confartigianato Benessere Ancona-Pesaro e Urbino – e non sappiamo ancora per quanto tempo le imprese dovranno sottostare al divieto: è evidente che la situazione sta diventando insostenibile, ed è necessario sapere quando finirà il blocco, perché il destino di moltissime attività economiche rischia di essere ormai segnato. Se si considera, inoltre, che il territorio marchigiano è composto da 161 Comuni su 230 sotto i 5.000 abitanti, dove sostanzialmente risiede solo il 3,19 % della popolazione regionale, si capisce ancora meglio quanto sia necessario ripristinare gli spostamenti anche tra i comuni oltre i 5.000 abitanti, perché è lì che risiede la maggioranza della popolazione”.
“Gli imprenditori ci evidenziano la gravità di questo provvedimento – dichiara Luca Casagrande, Responsabile Confartigianato Benessere Ancona – Pesaro e Urbino – perché il problema degli spostamenti stia compromettendo i bilanci delle attività, con cali di fatturato anche del 70% e costi fissi che vanno comunque sostenuti. Una situazione inaccettabile. Peraltro, non autorizzare le imprese che operano nell’ambito dei servizi alla persona e alla famiglia a ricevere i clienti fuori comune – prosegue Casagrande – sostanzialmente impedisce agli imprenditori di servire la stragrande maggioranza della clientela. Fatto ancora più pesante per un comparto in cui il rapporto è prevalentemente fiduciario con il cliente stesso. Come ribadito più volte, riteniamo che non siano le imprese con la loro attività, incluse quelle di questo settore, a favorire la diffusione del virus – aggiunge – e in questo modo si rischia di non indirizzare gli sforzi verso la giusta direzione, per sanzionare i comportamenti veramente rischiosi. Nei saloni dei parrucchieri, così come nei centri estetici, si accede un cliente alla volta e solo su appuntamento, gli operatori sono scrupolosi e gli ambienti e le attrezzature sono sempre sanificate, per lavorare in totale sicurezza. Continuare a impedire questo tipo di spostamenti è ingiusto e irragionevole, oltre che dannoso per la sopravvivenza delle attività”, conclude Casagrande.
“In questo momento, mentre noi chiediamo chiarezza sulla fine del blocco degli spostamenti – ha concluso Brunella – continuiamo a vedere confusione sul tema e mancanza di una progettualità a lungo termine per aiutare davvero le imprese a ripartire. La rotta va invertita subito, pena la perdita di moltissime imprese del nostro territorio che rischiano di non farcela”.