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Terza ondata anche per l’economia? “No, un unico tsunami”

“Servirebbe un “vaccino economico” per le imprese”. E’ quanto sostiene Marco Pierpaoli, Segretario di Confartigianato Imprese Ancona – Pesato e Urbino, ad un anno esatto dall’esplosione del Covid, da quell’#Iorestoacasa annunciato dal Premier Conte.

A livello sanitario, “siamo tornati punto e a capo: ospedali pieni, scuole chiuse, aria di lock-down generalizzato. Non a caso gli esperti parlano di terza ondata, mentre per le aziende la situazione non è mai migliorata – riflette Pierpaoli – lo dicono i numeri: a livello nazionale un’azienda su tre chiude; nelle Marche registriamo 7734 cessazioni di aziende a fronte di 6749 iscrizioni nel 2020. Abbiamo perso mille attività: l’economia delle piccole e medie imprese ha subìto un unico, continuo tsunami, iniziato il 9 Marzo 2020”.

Un anno dopo, centomila morti dopo, il rischio concreto è di un Paese di nuovo blindato, con chiusura di tutte le attività, mentre non c’è ancora certezza sui ristori. “La bozza del nuovo dl, denominato “Sostegno” – spiega Pierpaoli – è in fase di perfezionamento: il ministro dell’economia Franco lavora alla bozza di un documento che Confartigianato sta cercando di migliorare ogni giorno, a tutti i livelli e su tutti i tavoli. E’ anche grazie al nostro intervento, ad esempio, che il calcolo dei ristori ha visto il superamento del criterio dei codici Ateco, rigido e limitante”.

Il problema però sono i tempi: “A fronte di chiusure certe – rimarca il Segretario di Confatigianato –  i tempi dei ristori sono incerti. Stando agli ultimi aggiornamenti il decreto sostegno dovrebbe arrivare entro la metà di marzo. E’ già tardi”.

Quanto al nuovo Dpcm. “Con spirito di serietà preferiamo aspettare il testo ufficiale – è il pensiero di Pierpaoli – esprimere giudizi su ipotesi o veline non ci pare serio. Una cosa è certa: la situazione è grave, il momento è decisivo, questo Dpcm deve segnare un cambio di passo vero, nessuno di noi ha più margini d’errore”.

Confartigianato grida con forza le carenze delle politiche fiscali e dei ristori, ma è pronta a fare la propria parte: “Vaccinazioni nelle aziende? Noi ci siamo, purché si dia priorità agli imprenditori scandisce Pierpaoli – come un anno fa, siamo accanto ai lavoratori con determinazione ancora maggiore. All’inizio della Pandemia c’era tanta voglia di reagire, di rispondere a una dinamica imprevedibile; la nostra economia era fragile, ma meno vulnerabile di quella attuale. Oggi, un anno dopo, l’unica vera svolta sembra essere il vaccino, anche se nella macchina organizzativa vediamo confusione. Siamo pronti a dare una mano anche su questo fronte, affiancando le imprese nella gestione e pianificazione della logistica delle vaccinazioni aziendali. “In attesa di un vero “vaccino economico” – conclude Pierpaoli – è tutto quel che possiamo fare ad oggi”.

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